sabb.h1.gif (2587 byte) ANZANO, 1354 m s.m.

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DIAS La villa di Anzano
(A destra dell'oratorio la scuola, oggi casa di vacanza)

GITE

La terza villa, salendo da Malvaglia con l'auto, delle 5 ville (nuclei principali).
La prima che si incontra dopo Dandrio sul versante destro della valle.

 

1945, attorno alla villa (al centro) spiccano i numerosi campetti di segale. Non si vedono alberi. 2001, la campicoltura è scomparsa. Numerosi sono gli alberi ed i cespugli che indicano l'avanzato abbandono.
La costruzione che ospitava, fino attorno al 1930, la scuola. L'oratorio di San Bartolomeo

pianta indicativa semi interrato

pianta indicativa 1°piano

pianta indicativa 2°piano
Torva con apertura per accendere la pigna che riscaldava la camera.

È pure visibile una finistrella chiusa da una rudimentale ma funzionale imposta.

 

"Dopo lunga salita fummo al piccolo villaggio di Anzano, adorno di rigogliosi campi e buoni prati. Durante questo viaggio, diverse comitive d'uomini e donne, che scendevano per la valle a Malvaglia, ci furono cortesi di saluti oltre l'usato, chiamandoci pittori. Ridendo dell'equivoco, proseguimmo, e sempre i sopravegnenti ci salutavano cortesemente pittori, augurandoci buon viaggio. In Anzano poi, mentre facevamo alcune osservazioni meteorologiche, uomini, donne e fanciulli ci si fecero intorno, mostrandoci sommo contento perché ci fossimo colà recati. Nel mentre questo grazioso affollamento ci faceva sorridere, temevamo qualche pericolo per gli strumenti meteorologici spiegati in balia dei cortesi ospiti; ma infine ci dissero che un pittore lombardo, tra quelli che la bufera politica aveva spinti nel libero Ticino come in porto di salvezza, era colassù aspettato per dipingere l'umile chiesuola del villaggio. Le donne di quella remota valle portano appeso al collo un piccolo crocifisso d'argento."
da: Luigi Lavizzari, Escursioni nel Cantone Ticino, Dadò, pag. 320

“…Venivamo in piano un anno sì e uno no, stavamo tre settimane, perché non c’era fieno in piano. Avevamo solo selve e vigna: prati, avevamo 400 metri in tutto. Venivamo giù tardi, per le feste di Natale, così. Dopo andavamo poi su subito:

Ecco perché, dopo la metà dell'Ottocento, furono istituite in valle due scuole di otto classi: una ad Anzano, chiusa verso il 1930, e una a Dandrio, chiusa nel 1920. Più esattamente, gli allievi di Dandrio cominciavano l'anno scolastico a inizio novembre in una sede transitoria a in piano e lo proseguivano in valle, con la loro maestra, da gennaio ad aprile. Quelli di Anzano lo seguivano invece interamente in valle (tranne gli ultimi anni, quando si adottò un sistema simile a quello di Dandrio). Gli altri ragazzi di Malvaglia - le cui famiglie disponevano in piano di fieno sufficiente per tre mesi - frequentavano regolarmente la scuola del paese.”

Le famiglie di Anzano e Dandrio avevano perciò la dimora principale nella "villa" e si separavano solo nei momenti in cui qualcuno fra i membri scendeva al piano per il taglio del fieno e la coltivazione della vite o saliva all'alpe con le bestie. Ma c'era addirittura chi abitava in permanenza ad Anzano, come la madre della nostra informatrice Rosa Baggi-Scossa (nata nel 1895), che si accontentava di una stanza in affitto in paese, dove pernottava quando vi si recava per le provviste e per le fiere. Le famiglie delle rimanenti zone erano invece obbligate a dividersi per parecchi mesi. Di solito le donne salivano ai monti in marzo con i bambini più piccoli, compresi i neonati, e affidavano i più grandicelli ai nonni o ad altri parenti, affinché potessero seguire la scuola."
da: DOCUMENTI ORALI DELLA SVIZZERA ITALIANA, 2, Mario Vicari, Dip.Istruzione e cultura, Bellinzona 1995, pag.148