| ANZANO, 1354 m s.m. |
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| DIAS | La villa di Anzano (A destra dell'oratorio la scuola, oggi casa di vacanza) |
GITE |
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La terza villa, salendo da Malvaglia con l'auto, delle 5 ville
(nuclei principali). |
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| 1945, attorno alla villa (al centro) spiccano i numerosi campetti di segale. Non si vedono alberi. | 2001, la campicoltura è scomparsa. Numerosi sono gli alberi ed i cespugli che indicano l'avanzato abbandono. |
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| La costruzione che ospitava, fino attorno al 1930, la scuola. | L'oratorio di San Bartolomeo |
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![]() pianta indicativa semi interrato |
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![]() pianta indicativa 1°piano |
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![]() pianta indicativa 2°piano |
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Torva con apertura per accendere
la pigna che riscaldava la camera.
È pure visibile una finistrella chiusa da una rudimentale ma funzionale imposta.
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"Dopo lunga salita fummo al piccolo villaggio di
Anzano, adorno di rigogliosi campi e buoni prati. Durante questo viaggio,
diverse comitive d'uomini e donne, che scendevano per la valle a
Malvaglia, ci furono cortesi di saluti oltre l'usato, chiamandoci pittori.
Ridendo dell'equivoco, proseguimmo, e sempre i sopravegnenti ci salutavano
cortesemente pittori, augurandoci buon viaggio. In Anzano poi, mentre
facevamo alcune osservazioni meteorologiche, uomini, donne e fanciulli ci
si fecero intorno, mostrandoci sommo contento perché ci fossimo colà
recati. Nel mentre questo grazioso affollamento ci faceva sorridere,
temevamo qualche pericolo per gli strumenti meteorologici spiegati in
balia dei cortesi ospiti; ma infine ci dissero che un pittore lombardo,
tra quelli che la bufera politica aveva spinti nel libero Ticino come in
porto di salvezza, era colassù aspettato per dipingere l'umile chiesuola
del villaggio. Le donne di quella remota valle portano appeso al collo un
piccolo crocifisso d'argento." “…Venivamo
in piano un anno sì e uno no, stavamo tre settimane, perché non c’era
fieno in piano. Avevamo solo selve e vigna: prati, avevamo 400 metri in
tutto. Venivamo giù tardi, per le feste di Natale, così. Dopo andavamo
poi su subito: Ecco perché, dopo la metà dell'Ottocento, furono istituite in valle due scuole di otto classi: una ad Anzano, chiusa verso il 1930, e una a Dandrio, chiusa nel 1920. Più esattamente, gli allievi di Dandrio cominciavano l'anno scolastico a inizio novembre in una sede transitoria a in piano e lo proseguivano in valle, con la loro maestra, da gennaio ad aprile. Quelli di Anzano lo seguivano invece interamente in valle (tranne gli ultimi anni, quando si adottò un sistema simile a quello di Dandrio). Gli altri ragazzi di Malvaglia - le cui famiglie disponevano in piano di fieno sufficiente per tre mesi - frequentavano regolarmente la scuola del paese.” Le famiglie di Anzano e Dandrio avevano perciò la
dimora principale nella "villa" e si separavano solo nei momenti
in cui qualcuno fra i membri scendeva al piano per il taglio del fieno e
la coltivazione della vite o saliva all'alpe con le bestie. Ma c'era
addirittura chi abitava in permanenza ad Anzano, come la madre della
nostra informatrice Rosa Baggi-Scossa (nata nel 1895), che si accontentava
di una stanza in affitto in paese, dove pernottava quando vi si recava per
le provviste e per le fiere. Le famiglie delle rimanenti zone erano invece
obbligate a dividersi per parecchi mesi. Di solito le donne salivano ai
monti in marzo con i bambini più piccoli, compresi i neonati, e
affidavano i più grandicelli ai nonni o ad altri parenti, affinché
potessero seguire la scuola." |
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